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Nuova Circolare INPS sui Permessi

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Nuova circolare INPS: finalmente chiarezza sull’estensione dei permessi legge 104

Le modalità di richiesta delle giornate di permesso restano quelle indicate nel messaggio 1281, ma si chiariscono i beneficiari
Il 25 marzo, con la Circolare n. 45, l’INPS ha finalmente fatto chiarezza in maniera definitiva sull’estensione dei permessi lavorati retribuiti ai sensi della Legge 104/92, dopo i dubbi che aveva sollevato il messaggio 1281.
L’articolo 24 del decreto-legge n. 18/2020 - si legge del testo della Circolare - ha previsto l’incremento del numero di giorni di permesso retribuiti di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/92, di ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.
È molto importante sottolineare questo richiamo a due commi della Legge 104 poiché questo ci permette, finalmente, di chiarire che ad avere diritto all’estensione del congedo sono sia i genitori (o caregiver) di persone cui sia stato riconosciuto un handicap grave (Art. 33 comma 3) sia lavoratori con disabilità grave riconosciuta (Art. 33 comma 6).
Conseguentemente, specifica poi la Circolare, i soggetti aventi diritto ai permessi in questione potranno godere, in aggiunta ai 3 giorni mensili già previsti dalla legge n. 104/1992 (3 per il mese di marzo e 3 per il mese di aprile), di ulteriori 12 giornate lavorative da fruire complessivamente nell’arco dei predetti due mesi.
I 12 giorni possono essere fruiti anche consecutivamente nel corso di un solo mese, ferma restando la fruizione mensile dei tre giorni ordinariamente prevista. Questo ultimo passaggio aggiunge un particolare non esplicato nel Decreto Cura Italia, ovvero che l’elemento da poter gestire in maniera fluida sono soltanto i 12 giorni e non il totale di 18. I 3 giorni normalmente previsti rispettivamente per marzo e aprile rimangono legati a una fruizione “standard”. Di conseguenza, se entro la fine del mese di marzo i 3 giorni previsti non saranno stati utilizzati, per il mese di aprile se ne avranno a disposizione 15 (12+3).
In alternativa, le giornate possono essere anche frazionate per una fruizione oraria dei permessi, ai fini della quale restano fermi gli algoritmi di calcolo forniti nei messaggi n. 16866/2007 e n. 3114/2018, sia in caso di lavoro a tempo pieno sia in caso di lavoro part-time.
Di seguito l’algoritmo da utilizzare, da parte dei datori di lavoro, ai fini della quantificazione del massimale orario come indicato all’interno della Circolare:
Lavoro a tempo pieno:
(orario di lavoro medio settimanale/numero medio dei giorni lavorativi settimanali) x 12 = ore mensili fruibili.
 
Part time (orizzontale, verticale o misto):
(orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time/numero medio dei giorni -o turni- lavorativi settimanali previsti per il tempo pieno) x 12.

Part-time (verticale o misto) con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese:
(orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time/orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno) x 12.

L’INPS conferma, inoltre, la possibilità di cumulare più permessi in capo allo stesso lavoratore. Pertanto, nel caso in cui il lavoratore assista più soggetti disabili potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, per ciascun soggetto assistito, oltre ai 3 giorni di permesso mensile ordinariamente previsti, gli ulteriori 12 giorni previsti.
Analogamente il lavoratore disabile che assiste altro soggetto disabile, potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, i permessi a lui complessivamente spettanti (3+3+12) con lo stesso numero di giorni di permesso fruibili per l’assistenza all’altro familiare disabile (3+3+12).
Le modalità di richiesta delle giornate di permesso restano quelle indicate nel messaggio 1281 ma la Circolare 45 precisa che il lavoratore nei confronti del quale sia già stato emesso un provvedimento di autorizzazione ai permessi di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/1992, con validità comprensiva dei mesi di marzo e aprile, non sarà tenuto a presentare una nuova domanda per la fruizione delle suddette ulteriori giornate.
La domanda sarà invece necessaria in assenza di provvedimenti di autorizzazione in corso di validità. In tale caso i lavoratori devono presentare domanda secondo le modalità già previste per i permessi di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/92.

PER APPROFONDIRE:

Testo completo della Circolare 45 dell’INPS

FONTE: DISABILI.COM Sito On-line

Circolare Ministeriale su Lavoro e Disabilita'

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m_lps.38.CIRCOLARI.R.0000003.24-03-2020

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

06.09

All’Ufficio di Gabinetto del Ministro

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Al Segretariato generale segretariatogeneraleQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Alle Direzioni generali Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

All’OIV

 

Ai Rappresentanti territoriali delle OO.SS. (CGIL FP Roma e Lazio, CISL FP Roma Capitale

Rieti, UIL PA Roma e Lazio, FED.CONFSAL UNSA, FED. NAZ.LE INTESA FP, FLP)

 

Alla Rappresentanza Sindacale Unitaria

 

(tramite posta elettronica)

Oggetto: Decreto legge del 17 marzo 2020 n. 18. Circolare esplicativa

 

Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 16 marzo ha approvato il decreto-legge “Cura Italia”, che contiene misure aggiuntive di sostegno all’economia e alle famiglie dovute all’emergenza da COVID-19.

La presente circolare intende soffermarsi, in prima lettura, su talune disposizioni di interesse generale applicabili al lavoro pubblico e dunque al personale di questo Ministero, per chiarirne la portata e assicurare una omogenea e corretta applicazione delle stesse in tutti gli uffici.

 

 Permessi lavorativi- legge 104/1992

L’articolo 24 del citato decreto legge recita testualmente: "Il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020."

I giorni di permessi ex lege 104/92 spettano in numero di 3 al mese. La disposizione sopra richiamata amplia eccezionalmente per i mesi di marzo e di aprile 2020 i permessi lavorativi previsti dall’articolo 33, comma 3, della citata legge. Pertanto, i lavoratori che assistono una persona con handicap in situazione di gravità, non ricoverata a tempo pieno, e quelli a cui è riconosciuta una disabilità grave possono fruire, per i mesi di marzo e aprile 2020, di complessivi 18 giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa (3 giorni a marzo + 3 giorni ad aprile, ex articolo 33, comma 3, legge 104/92, + 12 giorni tra marzo e aprile, ex articolo 24, comma 1, DL n.18/2020). Tali giorni, anche frazionabili in ore, possono essere fruiti consecutivamente nello stesso mese.

Restano ferme le modalità precedenti di fruizione e di cumulo di tali permessi. Pertanto, se si ha diritto a 6 giorni di permesso al mese per due familiari, ora si avrà diritto, in virtù del citato decreto, a 36 giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa ( 6 giorni a marzo + 6 giorni ad aprile + 24 giorni da poter utilizzare fra marzo e aprile).

 

In sintesi, possono usufruire di tali ulteriori permessi:

            1.Genitori di figli con disabilità grave non ricoverati a tempo pieno;

            2.Coniuge, parenti e affini entro il 2° grado di persone con disabilità grave

           (ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap                 in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano               anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti), non ricoverati            a tempo pieno;

             3.Lavoratori con disabilità grave.

 

Altre norme a favore dei lavoratori con disabilità grave, immunodepressi o a favore di lavoratori con patologie oncologiche o sottoposti a terapie salvavita

 

L’articolo 26, comma 2, del decreto stabilisce che: ”Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n.9”.

Tale articolo prevede la possibilità, per i dipendenti privati e pubblici, di assentarsi dal lavoro fino al 30 aprile 2020 alle seguenti categorie di lavoratori:

               1.Disabili gravi, ai sensi del citato articolo 3, comma 3, della legge n.104/1992;

               2.Immunodepressi, lavoratori con patologie oncologiche o sottoposti a terapie                          salvavita, in possesso di idonea certificazione.

In tali casi, l'assenza dal servizio sarà equiparata al ricovero ospedaliero ai          sensi dell’articolo 19, comma 2, del decreto legge 2 marzo 2020 n. 9.


Diritto al lavoro agile

 

L’articolo 39, comma 1, del decreto prevede che fino al 30 aprile 2020 i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Così come già stabilito dalla direttiva 2/2020 del Ministero per la Pubblica Amministrazione, l’articolo 87 del decreto legge n. 18/2020, sottolinea che, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 ovvero fino ad una data antecedente stabilita con DPCM, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, “il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni” in modo tale da limitare la presenza di personale negli uffici e a prescindere dagli accordi individuali già stilati.

Nel caso in cui il lavoro agile non possa essere adottato, “le amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva”.

Escluse anche queste possibilità, il personale potrà essere esentato dal servizio. In questo caso “il periodo di esenzione dal servizio costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge e l’amministrazione non corrisponde l’indennità sostitutiva di mensa, ove prevista”. L’articolo 87 del d.l. 18/2020 condiziona, quindi, l’esenzione dal servizio all’esaurimento di tutte le altre possibilità alternative (lavoro agile, attività indifferibili, ferie ed istituti simili) ed impone di motivare tale scelta.

Alla luce di ciò, i dipendenti la cui attività lavorativa non rientri tra quelle “smartizzabili” o che dichiarino, mediante autocertificazione, di non disporre degli strumenti informatici necessari alla creazione della “scrivania virtuale”, possono essere motivatamente esentati dal servizio dal responsabile del competente CDR, previa relazione del dirigente dell’ufficio da cui risultino le ragioni ostative al lavoro agile e l’impossibilità di ricorrere agli istituti contrattuali previsti per le assenze dal servizio.

 

Congedi parentali per i genitori

L’articolo 25 del decreto reca disposizioni in materia di congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico ed introduce una nuova forma di congedo a favore dei genitori, anche affidatari. Si prevede che i genitori con figli di fino a 12 anni di età hanno diritto, a decorrere dal 5 marzo e per tutto il periodo di sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, di cui al DPCM 4 marzo 2020, per un periodo continuativo o frazionato, ad un congedo di complessivi 15 giorni per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 % della retribuzione. Si tratta, pertanto di un congedo che può sostituire, anche con effetto retroattivo a decorrere dal 5 marzo, l’eventuale congedo parentale non retribuito già in godimento.

Tale congedo parentale può essere fruito, alternativamente, da entrambi i genitori per un totale di 15 giorni complessivi.

1. beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;

2. disoccupato o non lavoratore.

In alternativa a queste agevolazioni, sempre con effetto dal 5 marzo e per lo stesso periodo di sospensione dell’attività scolastica, per gli stessi lavoratori beneficiari come sopra individuati è prevista la possibilità alternativa di optare per la corresponsione di un bonus fino a € 600 per l’acquisto di servizi di baby-sitting. Per le modalità di accesso a tali benefici, la cui definizione è rimessa dall’articolo 25, comma 2 del citato decreto legge alla pubblica amministrazione con cui intercorre il rapporto di lavoro, si fa riserva di fornire ulteriori comunicazioni.

 

IL DIRETTORE GENERALE

Dott.ssa Stefania Cresti

 

Servizi Regionali 2020 per Autismo

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Emergenza COVID 19, la Regione ha attivato un servizio di assistenza per le persone con autismo e le loro famiglie

La Regione Marche ha attivato un servizio di consulenza e di supporto psicologico alle famiglie con persone con autismo in relazione al periodo critico di emergenza sanitaria Covid–19.

Si tratta di un’azione di supporto individualizzato a distanza, via telefonica o via web, a seconda delle richieste specifiche, oltre ad attività cliniche di consulenza per i casi di necessità, per aiutare a sostenere le persone con autismo e le loro famiglie.

I due centri regionali di riferimento, il Centro Autismo Adulti Unità multidisciplinare età adulta di San Benedetto del Tronto Asur-AV5, e il Centro Autismo Età Evolutiva Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord, Ospedale Santa Croce Fano, hanno indicato le modalità operative conformi alle normative nazionali per una corretta prevenzione della salute individuale e pubblica.

Per richiedere un sostegno o informazioni specifiche al Centro Autismo Adulti rispetto alle persone con autismo in età adulta residenti nella Regione Marche e alla loro gestione, scrivere una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure telefonare al numero di servizio: 339/2860366 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Il numero di servizio è attivo dal 17 marzo 2020; compatibilmente con il numero di richieste, il team di specialisti provvederà a richiamare l’utenza nel più breve tempo possibile. Si invita pertanto a lasciare il proprio contatto telefonico nei messaggi di segreteria e nella posta elettronica.

Anche il Centro Autismo Età Evolutiva è rivolto ai genitori di bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico residenti nella Regione Marche. I professionisti sono a disposizione delle famiglie attraverso uno sportello telematico di supporto individualizzato, via telefonica o via web, a seconda delle richieste specifiche.

Ci si può prenotare inviando una mail all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. scrivendo il proprio nome, cognome, un breve quesito e numero di telefono al quale potervi contattare per programmare un colloquio. Il servizio è disponibile dal lunedì al venerdì a partire dal 23 marzo fino al termine dell’emergenza sanitaria.

Assistenza Disabili con Coronavirus

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Il Gruppo Solidarietà scrive al Presidente Ceriscioli

 

Contenere la diffusione del virus ma non abbandonare le persone che hanno necessità di interventi e sostegni domiciliari. No ad atteggiamenti rinunciatari da parte dei servizi territoriali.

Sono diverse migliaia le persone con disabilità e non autosufficienza che nella nostra Regione fruivano di interventi domiciliari e diurni. Servizi che per la gran parte dei casi sono stati sospesi nelle ultime settimane a seguito dell'emergenza coronavirus.

Alcuni dati: circa 2300 persone frequentavano i centri diurni (salute mentale, disabilità, demenze); circa 5000 usufruivano di intervento domiciliari (disabilità, non autosufficienza, demenze); circa 7.000 gli alunni con disabilità frequentanti le scuole, di questi almeno la metà con assistenza all'autonomia e comunicazione.

A partire da questa situazione il Gruppo Solidarietà con una lettera al presidente della giunta regionale chiede che sulla base della valutazione delle necessità delle persone, vengano assicurati in ogni territorio adeguati interventi e sostegni. Un percorso che, si ritiene, la regione Marche debba promuovere per evitare di lasciare sole le persone, evitando comportamenti rinunciatari da parte dei servizi territoriali. Scrive il Gruppo "Ciò che non appare sostenibile è la sospensione generalizzata dei servizi e dei sostegni che avrebbe effetti devastanti su persone che ne hanno assoluta necessità. In questo senso, anche con riferimento all'art. 48 del DL 14 del 17.3.2020, vi chiediamo di attivarvi nei confronti dei Comuni dei rispettivi Ambiti territoriali e dei Distretti sanitari perché siano messi in atto, non in forma discrezionale, interventi volti ad assicurare assistenza e cura alle persone che ne hanno bisogno e che lo chiedono. Ferma restando l'assicurazione agli operatori delle protezioni necessarie per svolgere il proprio lavoro in sicurezza".

Il Gruppo chiede, quindi, alla Regione "di attivarsi presso i servizi comunali e distrettuali non solo per verificare quanto sta accadendo in ogni territorio, ma di dare indicazioni - anche sulla scorta di quanto indicato nel decreto legge del 17 marzo - al fine della tutela delle persone con disabilità e non autosufficienti".

Gruppo Solidarietà

Sostegno per Disabili con Covid-19

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— 1 —GAZZETTA UFFICIALEDELLA REPUBBLICA ITALIANASerie generale - n. 7017-3-2020        LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI        

 DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020 , n. 18.

 

Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

 

           IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 ….. omissis ….

 Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di contenere gli effetti negativi che l’emergenza epidemiologica COVID-19 sta producendo sul tessuto socio-economico nazionale, prevedendo misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale, della protezione civile e della sicurezza, nonché di sostegno al mondo del lavoro pubblico e privato ed a favore delle famiglie e delle imprese;

….. omissis ….

 EMANA

il seguente decreto-legge:

….. omissis ….

— 14 —

….. omissis ….

 

Art. 26

 

(Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato)

 

1.Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

2. Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo    3, comma 1, della medesima legge n. 104 del1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n.9.

3. Per i periodi di cui al comma 1, il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare

4. Sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore della presente disposizione, anche in assenza del provvedimento di cui al comma 3 da parte dell’operatore di sanità pubblica.

5. In deroga alle disposizioni vigenti, gli oneri a carico del datore di lavoro, che presentano domanda all’ente previdenziale, e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele di cui al presente articolo sono posti a carico dello Stato nel limite massimo di spesa di 130 milioni di euro per l’anno 2020. Gli enti previdenziali provvedono al monitoraggio del limite di spesa di cui al primo periodo del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, gli stessi enti previdenziali non prendono in considerazione ulteriori domande

6. Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

7. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126

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