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Le richieste delle persone con disabilità a Strasburgo

(di Silvia Cutrera*)

Almeno duecento persone con disabilità hanno partecipato nei giorni scorsi a Strasburgo alla quinta "Freedom Drive", la "marcia per la libertà" organizzata ogni due anni da ENIL Europa (European Network on Independent Living), con l'obiettivo di vedere riconosciuto il diritto a vivere in modo indipendente, adottando politiche basate sul rispetto dei diritti umani. Una proposta di risoluzione è stata poi presentata da ENIL Europa al Parlamento Europeo, perché si fronteggino i tagli alle spese e le gravi conseguenze per le politiche sociali sulla disabilità che si temono in tutto il continente. Dal canto suo, la delegazione italiana ha incontrato un gruppo di europarlamentari del nostro Paese, per spiegare la difficile situazione attuale, successiva alle recenti Manovre Finanziarie.

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Obiettivo della manifestazione era la richiesta di vedere riconosciuto il diritto per le persone con disabilità a vivere in modo indipendente, adottando politiche basate sul rispetto dei diritti umani: è infatti possibile - attraverso ambienti accessibili, trasporti accessibili, ausili tecnologici e l'assistenza personale autogestita, come previsto dall'articolo 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità - poter scegliere come organizzare la propria vita al pari di tutti gli altri.
In tal senso, il ruolo dell'assistente personale è fondamentale. La sua funzione, infatti, è quella di prendersi cura dei bisogni individuali della persona con disabilità, concordati con un regolare contratto di lavoro. La persona con disabilità deve quindi avere il diritto di scegliere da chi farsi aiutare e anche disporre di un budget personale, conforme alle sue necessità, con cui pagare direttamente il lavoratore.
Questa forma di assistenza si pone come alternativa a soluzioni istituzionalizzanti, che spesso diventano situazioni segreganti non rispettose della libertà della persona. Ma per una reale inclusione e indipendenza, tutta la società deve avviare politiche inclusive che rendano accessibili i servizi pubblici, le case, le scuole, le università, i trasporti e i luoghi di cura, evitando "soluzioni speciali".

Le persone con disabilità in marcia a Strasburgo hanno portato al Parlamento Europeo una serie di precise richieste:

1. la vita indipendente delle persone con disabilità dev'essere rilevante in tutte le politiche europee;
2. i princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità devono essere applicati nelle leggi e nelle iniziative politiche;
3. includere le persone con disabilità nella società abbandonando soluzioni speciali segreganti;
4. deistituzionalizzazione e chiusura entro il 2020 di tutti gli istituti. Utilizzo dei fondi strutturali per altre forme di assistenza con divieto di utilizzo per sostenere gli istituti;
5. l'assistenza personale è un diritto umano;
6. libertà di movimento e mantenimento del diritto all'assistenza personale anche in altri luoghi, al di fuori della propria residenza;
7. destinare il 5% dei fondi europei alla realizzazione di programmi per la vita indipendente nei Paesi in via di sviluppo;
8. piena ratificazione e implementazione della Convenzione ONU e del Protocollo Opzionale di essa;
9. coinvolgimento delle organizzazioni delle persone con disabilità in tutti gli ambiti decisionali delle politiche sulla disabilità: Nulla su di Noi Senza di Noi.


.*Presidente dell'AVI di Roma (Agenzia per la Vita Indipendente).

 

Fonte Superando

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