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Barriere e Mobilità

Quel diritto allo svago negato

In quel cinema di Torino entra solo un disabile per volta...

Purtroppo è tutt'altro che superata la mentalità secondo cui una persona con disabilità dovrebbe uscire di casa solo per cure, scuola o lavoro. E così può accadere che in una sala superaccessoriata, come l'UCI Cinemas Lingotto di Torino, tre amici in carrozzina non possano entrare, perché lì «viene ammesso solo un disabile per volta». «Non servono troppi commenti», secondo Paolo Osiride Ferrero, presidente della CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), che ha inviato a quel cinema una lettera indignata, chiedendo «una riflessione seria e conseguenti decisioni in merito»


Quattro amici al cinema - tre dei quali in carrozzina - per vedere uno dei film del momento, ma in quella sala dell'UCI Cinemas Torino Lingotto (ex Pathè) sembra sia "ammesso" solo un disabile per volta. Controproposta: vedere un film diverso in un'altra sala, che può "sopportare" l'ingresso di più carrozzine!...
Lo abbiamo letto sconcertati, il 27 maggio, nella rubrica Specchio dei tempi del quotidiano torinese «La Stampa», dove a rendere nota la vicenda è stata un'amica dei protagonisti della vicenda stessa, concludendo che, «seppur con dispendio di fatica non indifferente, i quattro sono rimontati in macchina, si sono diretti al cinema The Space di Beinasco, dove hanno assistito alla programmazione del film serenamente».

Quella lettera non è sfuggita alla CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), il cui presidente Paolo Osiride Ferrero ha preso subito carta e penna, rivolgendosi all'UCI Cinemas Torino Lingotto.
«La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità - esordisce Ferrero -esorta all'articolo 2 ["Definizioni", N.d.R.] ad evitare "qualsivoglia distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l'effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l'esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo"».
Ebbene, prosegue il presidente della CPD, «la nostra Consulta è indignata. Le persone con disabilità cercano, con una fatica che a volte uccide la passione, di vivere un quotidiano fatto anche di emozioni, di incontri con gli amici, di svago. Diritti che troppo spesso non vengono contemplati dalle Istituzioni. Per cui dilaga la vetusta mentalità che rinchiude la persona disabile nello stereotipo di colei che vive un ruolo passivo nella società. Di chi esce di casa solo per cure, scuola o lavoro».
«Questa cultura distorta - conclude la lettera - crea situazioni come quella vissuta dai quattro amici in carrozzina che domenica scorsa non volevano scalare una vetta di 3.000 metri! Volevano andare insieme al cinema. Ma ciò, all'UCI Cinemas Lingotto, struttura superaccessoriata, non è possibile. In ogni sala può entrare solo una carrozzina (in alcune, due). In altri cinema i posti riservati alle persone con disabilità sono collocati davanti alla prima fila e nessuno li sceglierebbe! Altri commenti sono superflui. Chiediamo dunque una riflessione seria con conseguenti decisioni in merito».

Fonte Superando

Osservazioni della Redazione

Giusto indignarsi leggendo questa notizia, ma vorrei precisare che la medesima discriminazione nei confronti dei disabili avviene anche nelle multisale di Ancona.

In particolare l’Aniep si è battuta a lungo con la società che gestisce il Giometti, segnalando che i posti riservati alle persone con disabilità collocati solo in prima fila rendono impossibile la visione del film.

Posizionare i posti in prima fila significa di fatto non volere il disabile al cinema.

 

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