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Barriere e Mobilità

IL CONTRASSEGNO DISABILI

La Redazione ha ritenuto opportuno riportare a titolo informativo per gli utenti del sito le seguenti note sul Contrassegno per Disabili Motori:

 

Il Contrassegno Invalidi

 

Le Autorizzazioni:

 

Tra le varie agevolazioni previste per facilitare la mobilità dei disabili vi è il contrassegno per auto che, in deroga ad alcune prescrizioni di legge, mette al riparo i soggetti portatori di handicap e/o invalidi da improprie contestazioni o verbalizzazioni di infrazioni.

Il contrassegno invalidi è un tagliando di colore arancione con il simbolo grafico della disabilità che permette alle persone con problemi di deambulazione e ai non vedenti di usufruire di facilitazioni nella circolazione e nella sosta dei veicoli al loro servizio, anche in zone vietate alla generalità dei veicoli.

Si tratta di una speciale autorizzazione che, previo accertamento medico, viene rilasciata dal proprio Comune di residenza (più esattamente dal Sindaco), ma è valido ed utilizzabile su tutto il territorio nazionale (art.188 C.d.S e art. 381 del Regolamento di esecuzione del C.d.S.).

Formalmente è un atto amministrativo autorizzatorio che rimane di proprietà comunale anche se affidato alla detenzione temporanea della persona fisica indicata.

Il contrassegno ha la durata di 5 anni, anche se la disabilità è permanente, scaduti i quali può essere rinnovato.

Hanno diritto al rilascio del contrassegno:

  • le persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, le persone affette da cecità assoluta o con residuo visivo non superiore ad un ventesimo.

Per un periodo inferiore ai 5 anni, quindi a tempo determinato, può essere rilasciato anche a:

    • le persone con temporanea riduzione della capacità di deambulazione a causa di infortunio o per altre cause patologiche le persone con totale assenza di ogni autonomia funzionale e necessità di assistenza continua, per recarsi in luoghi di cura.

Non può essere rilasciato per i minori di 3 anni.

Il contrassegno invalidi non è vincolato ad uno specifico veicolo perché ha natura strettamente personale, quindi può essere utilizzato su qualunque mezzo destinato alla mobilità del disabile, a prescindere dalla titolarità di una patente di guida o dalla proprietà di un veicolo.

Deve essere usato solo ed esclusivamente se l’intestatario del contrassegno è a bordo, alla guida o accompagnato da terzi, e deve essere sempre esposto in originale, in modo ben visibile, sul parabrezza del veicolo.

Infine, in caso di decesso del titolare, di perdita dei requisiti o di scadenza del termine di validità, il contrassegno deve essere restituito all’ufficio competente che lo ha rilasciato.

E’ molto importante conoscere le norme che disciplinano la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio della persona disabile dotati di contrassegno.

Ciò al fine di non incorrere nelle sanzioni previste dal Codice della Strada.

Per conoscere come usare correttamente il proprio contrassegno disabili consultare

Uso corretto del contrassegno disabili

 

Circolazione e sosta:

 

Per le "persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta" è possibile ottenere, previa visita medica che attesti questa condizione, il cosiddetto "contrassegno invalidi" o "contrassegno arancione". Questo contrassegno previsto dall'art. 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 e successive modificazioni, permette ai veicoli a servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio negli spazi appositi riservati.

La possibilità di ottenere il "contrassegno invalidi" è stata successivamente estesa anche ai non vedenti (DPR 503/1996 art. 12 comma 3).

Per il rilascio l'interessato deve rivolgersi alla propria ASL e farsi rilasciare dall'ufficio medico legale la certificazione medica che attesi che il richiedente ha una capacità di deambulazione sensibilmente ridotta o è non vedente.
Una volta ottenuto tale certificato si dovrà presentare una richiesta al Sindaco del Comune di residenza per il rilascio del contrassegno allegando il certificato della ASL. Il contrassegno ha validità quinquennale.

Allo scadere dei termini si può rinnovarlo presentando un certificato del proprio medico di base che confermi la persistenza delle condizioni sanitarie per le quali è stato rilasciato il contrassegno.

A questo proposito è utile ricordare che il contrassegno può essere rilasciato anche a persone che momentaneamente si ritrovano in condizioni di invalidità temporanea a causa di un infortunio o altro; in questo caso l'autorizzazione può essere rilasciata a tempo determinato a seguito della certificazione medica che attesti il periodo di durata dell'invalidità.

 

Gratuità dei parcheggi nelle zone blu

Nel 2006 la Direzione generale per la motorizzazione (Dipartimento per i trasporti terrestri) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato una nota (6 febbraio 2006, Prot n. 107) in cui ha affrontato, la questione della gratuità dei posteggi delimitati da segnaletica blu a pagamento quando sono occupati da veicoli al servizio delle persone invalide detentrici di speciale contrassegno.
Nella Nota citata il Ministero dichiarava che “Non vi è dubbio, a parere di questo Ufficio, che non si possa chiedere il pagamento di una tariffa oraria a chi, trovando occupato lo stallo a lui appositamente riservato, ne occupi un altro, peraltro non adeguatamente attrezzato a soddisfare in pieno le sue esigenze, potendosi imputare tale disagio anche ad una mancata previsione, da parte dell'Ente proprietario, di un maggior numero di stalli riservati".
Pertanto, secondo il Ministero, il parcheggio in posteggi, normalmente a pagamento, delimitati da segnaletica blu deve essere gratuita.

L’annullamento della Nota Ministeriale

In molte città le Amministrazioni Comunali, con specifici accordi, hanno attribuito a Società terze (spesso municipalizzate), la gestione delle aree di parcheggio e la riscossione del pagamento per i parcheggi delimitati da linea blu (oltre a tutta la gestione del sistema dei parcometri e dei cosiddetti “gratta e parcheggia”).
Una di queste aziende, ritenendo illegittima la Nota del Ministero, ha presentato ricorso presso il TAR del Lazio chiedendone l’annullamento.
Con Sentenza n. 6044 del 25 maggio 2006, il TAR del Lazio (Sezione III ter) ha annullato la Nota del Ministero.
Dopo quella Sentenza, ai Cittadini non rimangono strumenti normativi per invocare la gratuità incondizionata dei parcheggi regolamentati e a pagamento.
Possono richiedere la gratuità della sosta, sempre se dispongono del “contrassegno invalidi”, solo nelle aree custodite, ma, se i posti riservati sono occupati da altri titolari di contrassegno, il pagamento è dovuto.
La Sentenza del TAR del Lazio, paradossalmente, interessa marginalmente i Comuni che vogliano favorire la sosta delle persone con disabilità nel territorio di competenza, prevedendo la gratuità dei parcheggi – normalmente a pagamento – lungo le carreggiate o nelle aree di sosta incustodite gestite dal proprio personale o dalla polizia municipale.
I problemi si pongono nel momento in cui la gestione di parcheggi – tutti, non solo quelli in struttura e custoditi – è stata affidata in convenzione ad aziende terze che possono pretendere, in forza della sentenza del TAR, un’esatta previsione dei posti da riservare gratuitamente.
In questo caso è la convenzione per la concessione che stabilisce le regole. Di fatto devono essere rispettate le indicazioni dell’articolo 11 del DPR 503/1996 nella parte in cui prevede che almeno un parcheggio ogni 50 (o frazione) sia riservato e gratuito. La convenzione può imporre un numero maggiore, ma non un numero minore, perché costituirebbe una violazione di legge.

 

Parcheggi riservati ad personam

È noto che è possibile per le "persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta" ottenere - previo accertamento medico-legale - il cosiddetto "contrassegno invalidi" che permette - fra l'altro - di parcheggiare negli spazi a questi riservati (art. 381, DPR 495/1992 e successive modificazioni). In tal senso, è meno noto che la possibilità di ottenere il "contrassegno invalidi" è stata estesa anche ai non vedenti (art. 12 comma 3, DPR 503/1996); il contrassegno, lo ricordiamo, è concesso a prescindere dalla titolarità di una patente di guida o dalla proprietà di un automezzo.

Il Regolamento al Codice della Strada prevede che il Sindaco, con propria ordinanza, nei casi in cui ricorrono particolari condizioni disabilità, possa assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta individuato da apposita segnaletica indicante gli estremi del "contrassegno invalidi" del soggetto autorizzato ad usufruirne. Da far notare che il Regolamento non prevede un'obbligatorietà di questi atti e, addirittura, ne limita la concessione alle zone ad alta densità di traffico.

Nello stesso articolo (381) del Regolamento è, inoltre, insita una potenziale e grave sperequazione; vi si precisa, infatti, chi beneficia della concessione "deve, di norma, essere abilitato alla guida e deve disporre di un autoveicolo".

Quel "di norma" si presta a due diverse interpretazioni: "di norma" può significare che sono possibili delle eccezioni, ma può anche voler intendere che la patente e la proprietà dell'auto sono condizioni essenziali. L'interpretazione prevalente presso molti Comuni è - purtroppo - quella più restrittiva.
Ciò comporta che tale beneficio non possa essere concesso, ad esempio, al non vedente, oppure al minore, oppure a chi è affetto da una disabilità tanto grave da non poter conseguire nemmeno una patente speciale e che verosimilmente avrebbe pari - se non maggiore - necessità di essere agevolato.

Su questo e su altri aspetti, è ancora atteso un parere dirimente da parte del Ministero competente.

 

Concessione del parcheggio ad personam: competenze

Domanda

Mia nonna è invalida civile (100% con indennità di accompagnamento) con gravi problemi alla deambulazione, come risulta da verbale della commissione medica ASL. Ha il contrassegno invalidi per la sosta da 4 anni. La stessa commissione tuttavia non vuole rilasciare il certificato per la richiesta al Comune (Salerno) di un posto auto dedicato nei pressi dell'abitazione.
La motivazione è solo e soltanto il fatto che mia nonna non è titolare di patente di guida.
Il paradosso è che l'ufficio del Comune non richiede più la patente per tale concessione. Che cosa posso fare?

Risposta

La concessione del cosiddetto parcheggio ad personam è un diritto di chi già possiede il contrassegno invalidi, ma il rilascio, come previsto dall'articolo 381 del Regolamento del Codice della strada, è discrezionale da parte del Sindaco.
La Commissione ASL, o più precisamente il Servizio di Medicina Legale dell'ASL, non ha nessuna competenza rispetto alla concessione del parcheggio. Il Servizio di Medicina Legale deve solo certificare se esiste o meno una capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.
Per quanto riguarda il caso in questione, tale certificazione è già stata rilasciata visto che l'interessata dispone del contrassegno da quattro anni e che quindi è valido ancora un altro anno.
La richiesta della concessione del parcheggio va quindi rivolta al sindaco per il tramite della polizia municipale e non alla commissione medica. Sua nonna dispone già della documentazione necessaria (il contrassegno) per presentare questa richiesta. Il sindaco potrà decidere o meno se concedere il parcheggio, ma questa è un'altra questione.

  

Calcolo del numero dei parcheggi riservati

Domanda

 

Ho un dubbio di interpretazione del DPR 503/96 per quanto riguarda la riserva di parcheggi riservati invalidi.
La norma prevede che ogni 50 posti o frazioni di 50 sia nei parcheggi pubblici che privati ne venga riservato 1. Per esempio nel mio condominio ci sono 100 posti: di regola c'è ne vorrebbero 2, ma il conteggio come viene fatto? da 1 a 50 normali ed il 51° riservato? Oppure da 1 al 49° normali ed il 50° riservato?

Risposta

Il DM 236/1989 prevede al punto 8.2.3.:
"Nelle aree di parcheggio devono comunque essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a m 3,20, e riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili."

Questo significa che se si sono 50 parcheggi, uno deve essere riservato ai disabili e 49 agli altri utenti.
Se i parcheggi sono 30, uno deve essere riservato ai disabili e 29 agli altri.
Se i parcheggi sono 80, due devono essere riservati ai disabili e 78 agli altri.
Se i parcheggi sono 100, due devono essere riservati ai disabili e 98 agli altri.
E così via.

Detto ciò, bisogna anche precisare che se i parcheggi sono pertinenziali - cioè se ogni parcheggio corrisponde ad un appartamento - questa regola non è applicabile. Se invece si tratta di un'area di parcheggio libera, si applica la norma indicata.

 

Posti gratuiti nei parcheggi con custodia

Domanda

Vorrei sapere se quanto sancito dal DPR 384/1978 concernete i posti gratuiti nei parcheggi con custodia, indica che devono esserci in queste aree parcheggi per disabili gratuiti o si può anche intendere che si può sostare nei parcheggi a pagamento gratuitamente?

Risposta

Il DPR 384 citato è stato abrogato.
L'articolo 11 del più recente Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503 prevede:
"5. Nell'ambito dei parcheggi o delle attrezzature per la sosta, muniti di dispositivi di controllo della durata della sosta ovvero con custodia dei veicoli, devono essere riservati gratuitamente ai detentori del contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili."
È piuttosto chiaro quindi che quei parcheggi devono essere gratuiti.
La norma tuttavia non prevede però che tutti i parcheggi debbano essere gratuiti; pertanto se quei posti sono già occupati da veicoli muniti di contrassegno disabili, chi gestisce il parcheggio non è tenuto a concedere il posteggio gratuito.

 

Riserva gratuita di posto nei parcheggi custoditi

Domanda
La nostra società di gestione aeroportuale è concessionaria del sedime aeroportuale e delle strutture. Il parcheggio custodito è stato da noi dato in sub-concessione ad una società privata con l'obbligo di applicare tutte le normative del caso. Al suo interno sono quindi previsti parcheggi nelle misura di uno a 50. All'esterno del parcheggio custodito ci sono altri posti macchina e anche lì abbiamo rispettato la proporzione di uno a 50 per i disabili. Un'associazione del territorio ci ha inviato per conoscenza un reclamo di un associato che sostiene di avere diritto al parcheggio custodito gratuito in ottemperanza all'art. 28 della l. 104/92. Ma quell'articolo non menziona l'esenzione dal pagamento del servizio di custodia. Prevede solo l'obbligo di garantire gli spazi appositi. Potreste chiarirmi se ci sono altre normative a cui appellarsi per obbligare il nostro sub-concessionario a non far pagare i disabili?

Risposta
Il riferimento legislativo indicato dall'associazione non è corretto.
Quello esatto, che prevede appunto la gratuità dei posti riservati nei parcheggi custoditi, è il comma 5 dell'articolo 11 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503 ("Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.")
Il comma in questione prescrive:
"5. Nell'ambito dei parcheggi o delle attrezzature per la sosta, muniti di dispositivi di controllo della durata della sosta ovvero con custodia dei veicoli, devono essere riservati gratuitamente ai detentori del contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili."

(Carlo Giacobini)

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