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Barriere e Mobilità

Che Noia Questi Disabili

Che noia questi disabili, disagi alla città di Pesaro e ai suoi abitanti

 

18/01/2018   Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore: Sono padre di un ragazzo disabile di 20 anni che complice una malattia neurologia degenerativa, ha scelto di stare sulla sedia a rotelle e creare quindi molti disagi alla città' di Pesaro, ai suoi abitanti e alla provincia tutta.

Quindi con questa lettera vogliamo chiedere scusa a tutte quelle persone ferme con le quattro frecce nei posti riservati ai disabili per avergli chiesto di spostarsi e fare 20 metri in più a piedi, scusa a quanti fatti spostare dal marciapiede o davanti agli scivoli, vogliamo chiedere scusa a quei ristoranti dove non siamo mai andati a mangiare perché non sono attrezzati per accogliere un disabile, scusa a quei negozi dove non entriamo perché capiamo che una piccola pedanina all'ingresso e' costosa ed esteticamente brutta, molto meglio un salutare è bellissimo scalone in marmo, scusa ai patronati ai quali paghiamo l'abbonamento e che abbiamo contattato per risolvere urgenti problemi burocratici, anzi ne approfitto per informarli che dopo più' di un anno di attesa abbiamo provveduto da soli e quindi di non considerare più la nostra pratica come......urgente.


Vogliamo chiedere scusa all'azienda dei trasporti pubblici: capiamo che è' giusto nel 2018 che i mezzi non siano attrezzati, che un ragazzo disabile non possa prendere un mezzo pubblico per andare in centro con gli amici. Ci spiace che nostro figlio abbia deciso di andare all'università di Urbino, capiamo che il pullmann pur passando a due passi da casa nostra non possa fare una sosta nonostante sia l'unico disabile in carrozzina ad andare ad Urbino, e' giusto che tutte le mattine faccia un km al freddo con la carrozzina o venga sempre trasportato. Troviamo giusto informare giorni prima sugli orari scolastici per avere il pullmann attrezzato e se per caso la scuola cambia orario o manca un professore, l'azienda se la prende con noi e i mezzi non sono a disposizione in altri orari.

Ci scusiamo con quell'autista che si è rifiutato di fissare con appositi agganci nostro figlio al posto a lui riservato per avergli chiesto di fare il suo dovere o a quello a cui abbiamo dovuto far vedere come estrarre la pedana, stupidi noi a pensare che guidando un mezzo attrezzato fosse a conoscenza del loro utilizzo. Ci scusiamo per avere suggerito di fare delle fermate rialzate per permettere alle carrozzine di entrare in tutti i mezzi senza l'utilizzo di apposite pedane, solo ora capiamo che soluzioni economiche e di facile realizzazione non bisogna mai avere la presunzione di proporle.

In sostanza ci scusiamo di avere scelto di essere disabili e che chiedere un po' di educazione, di collaborazione, di comprensione e perché no un po' di iniziativa sia un atto pretenzioso e noioso da sopportare. In fin dei conti è' risaputo che tutti quelli che come noi hanno scelto di avere questo tipo di vita generalmente navigano nell'oro e hanno le forze e le risorse per arrangiarsi da soli.

Quindi concludo rinnovando le nostre scuse e promettendo che da ora in poi faremo di tutto per fare da soli e non creare più' disagi così gravosi a nessuno.

Livio Nespoli

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