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Medjugorie senza barriere

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Medjugorie senza barriere

Questo vuole essere un breve racconto del mio pellegrinaggio a Medjugorie.

L’intento è quello di raccontarvi un’esperienza vissuta da una disabile in carrozzina.

Ho contattato l’associazione Kecharitomene O.N.L.U.S., l’unica in Italia ad occuparsi attivamente del trasporto disabili e malati a Medjugorie, e il 28 agosto mi sono imbarcata in Ancona su un traghetto destinazione Zara.

Onestamente devo dire che nutrivo dei timori, soprattutto per quanto riguardava l’accessibilità alla nave, invece non ci sono stati problemi e tramite pedane e ascensore con la mia carrozzina sono salita ai vari ponti, l’unica eccezione il ponte esterno.

La cabina e il bagno avevano uno spazio sufficiente per la manovrabilità di un carrozzina manuale.

Ovviamente è stato necessario adattarsi, per esempio il water non era rialzato e muoversi nella cabina ha previsto qualche manovra in più, ma niente che una persona disabile con un discreto grado di autonomia non potesse fare.

II pullman era attrezzato con un elevatore per la salita in tutta sicurezza delle carrozzine: ne ho visto salire anche a motore, quindi molto più pesanti della mia, con l’aiuto dei volontari, magnifiche persone sempre presenti, per ogni necessità.

Io sono partita con un’amica, ma posso affermare che anche senza accompagnatore il mio viaggio sarebbe stato ugualmente sicuro.

Una volta giunti a Medjugorie, ho trovato alloggio in un albergo vicinissimo alla basilica, dove si svolgono le principali funzioni del pellegrinaggio.

L’albergo, senza barriere architettoniche e dotato di ascensore, non disponeva però di camere veramente accessibili per disabili, anche se nella pubblicità ne vengono indicate 2.

Infatti nel bagno le docce presentano un alto gradino o vasche con bordi troppo alti, quindi per quanto riguarda l’igiene personale mi sono dovuta adattare.

Questo è stato l’unico aspetto veramente negativo.

Per tutto il periodo della permanenza a Medjugorie l’associazione aveva predisposto una serie di attività e di incontri ben organizzati sia per quanto riguardava l’accessibilità che la partecipazione di tutti i disabili, anche di quelli non autonomi.

E’ stato anche possibile salire la collina delle apparizioni, veramente impervia, grazie a delle portantine manovrate dai ragazzi di una Comunità chiamata Cenacolo.

La presenza delle barriere nelle strade di Medjugorie, ad eccezione del percorso albergo basilica e viceversa, di marciapiedi sprovvisti di scivoli e di strutture ricettive quasi tutte con ostacoli di vario genere hanno limitato la mia autonomia, ma l’aiuto dei volontari ha reso il mio pellegrinaggio a Medjugorie una realtà.

Il 3 settembre, dopo il viaggio di ritorno via terra durato parecchie ore, ma con diverse soste “ristoratrici” ero di nuovo a casa.

Maria Pia Paolinelli

Vice Presidente Sezione Aniep Ancona

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