Get Adobe Flash player

Esperto Risponde

Transito nelle ZTL

Valutazione attuale:  / 0

Il transito nella ZTL è permesso ai possessori del contrassegno invalidi (Cassazione 2310/17)

Posted by Avv. Nadia Delle Side    Fonte: INVALIDI DISABILI

Date: 05 Dicembre 2019 

                                           

E’ consentito il transito nella ZTL (zona a traffico limitato) per il possessore del contrassegno invalidi anche dove l’accesso è limitato al trasporto pubblico, senza la necessità di comunicare entro le 48 ore successive l’avvenuto passaggio.

È quello che ha stabilito la Cassazione con la sentenza n.2310/17, depositata il 14 settembre 2017, facendo il punto in materia di transito dei disabili muniti di contrassegno per invalidi nelle Zone a Traffico Limitato.

Il caso riguarda un portatore di handicap che si è visto recapitare ben 21 multe dal Comune di Busto Arsizio e ha fatto ricorso prima dal Giudice di Pace (perdendo), poi al Tribunale (vincendo), ed infine in Cassazione.

Secondo la Cassazione, se nella ZTL può transitare un mezzo pubblico per prelevare ed accompagnare, allo stesso modo può transitarvi anche un veicolo con il contrassegno per invalidi.

Infatti, l’art. 11 del d.P.R. n. 503/1996 recante “norme in merito alla eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, negli spazi e servizi pubblici” indica in maniera chiara che ai possessori del contrassegno invalidi (art. 12) è permessa la circolazione ovvero la sosta nelle c.d. zone a traffico limitato, nonché nelle aree pedonali urbane, qualora sia autorizzato l’accesso anche ad una sola categoria di veicoli per l’espletamento di servizi di trasporto di pubblica utilità.

Nel caso in questione, il fatto che l’autorizzazione ad accedere fosse stata concessa a tali veicoli ai soli fini di prelievo ed accompagnamento e non in maniera incondizionata, non può avere rilievo per far venir meno il diritto di transito anche ai possessori del contrassegno invalidi. L’accesso accordato ai mezzi di trasporto pubblico, per qualsiasi motivo questo avvenga, è sufficiente per ritenere legittimo, ai sensi dell’art. 11 del d.P.R. n. 503 del 1996, anche l’accesso al possessore del contrassegno invalidi di cui all’art. 12 dello stesso decreto.

La Corte evidenzia inoltre che non occorre la comunicazione dell’avvenuto transito. A ben vedere, gli artt. 36 e 38 d.lgs. n. 285/1992 (codice della strada) stabiliscono “l’obbligo di comunicare il transito in una zona a traffico limitato entro le 48 ore successive, ma al fine di agevolare la correttezza e la speditezza dei controlli amministrativi”. Tale ratio, in particolare, si evince dalla circostanza che tale comunicazione è effettuata ex post. Quindi, il fatto che tale obbligo operi ex post (entro le 48 ore successive al transito) deve essere letto in questo senso: se tale prescrizione rispondesse alla finalità di ottenere il miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, come addotto dal ricorrente avrebbe senso solo se imposto ex ante, in modo da poter permettere all’Ente Comunale l’effettivo controllo degli accessi nella zona a traffico limitato. Laddove tale obbligo sia invece imposto, come nel caso di specie, ex post, sembra chiaro che esso risponda all’esigenza di agevolare la correttezza e la speditezza dei controlli amministrativi, onde evitare la notifica di contravvenzioni ad utenti legittimati all’accesso.

Quindi, anche il fatto di non comunicare entro le 48 successive l’avvenuto transito nella zona ZTL non giustifica alcuna multa! L’obbligo di comunicare il transito nella ZTL entro le 48 ore successive posto a carico del possessore del contrassegno invalidi, come ha giustamente osservato il Tribunale Busto Arsizio, non può rendere illegittimo l’accesso effettuato da chi ne abbia diritto, ma serve ad evitare di comminare sanzioni a soggetti legittimati all’accesso ex art. 11 d. P. R. n 503 del 1996.

Assistenza ai Distributori

Valutazione attuale:  / 0

Assunzioni Disabili

Valutazione attuale:  / 0

Lavoro. Rifinanziati gli incentivi assunzioni disabili: quanto spetta ai datori che assumono

12 Novembre 2019

E’ stato rifinanziato lo scorso luglio il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili,  previsto dai commi 1 e 1-bis dell’articolo 13 della Legge n. 68/1999, che consente di erogare incentivi ai i datori di lavoro privati, soggetti o meno all'obbligo di assunzione, compresi gli enti pubblici economici, che assumano a tempo indeterminato persone con disabilità fisica o psichica.

Il Decreto del 3 luglio 2019, emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per la famiglia e le disabilità e il Ministro dell’economia e delle finanze, serve a tamponare la situazione: a gennaio l’INPS aveva comunicato di aver già esaurito le risorse del fondo. Ecco quindi a luglio l’emanazione del decreto (pubblicato a inizio ottobre) che stanzia all’INPS nuovi fondi per coprire le richieste dei datori di lavoro, per accedere ai bonus assunzioni.  Pubblicato ad ottobre, il decreto copre, con 7.279.611 euro alcune assunzioni del 2018 che non avevano avuto accesso al contributo in quanto esaurito, e con 11.915.742 euro quelle del 2019.

IN COSA CONSISTE L’INCENTIVO -  L'incentivo viene corrisposto mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili, attraverso apposita procedura telematica attuata dall'INPS, ed è concesso ai datori di lavoro privati e agli enti pubblici economici, per un periodo di 36 mesi. Il bonus assunzione varia a seconda della riduzione della capacità lavorativa del lavoratore, nella misura del:

a) 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai  fini  previdenziali,  per  ogni  lavoratore  disabile, assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che  abbia  una riduzione della capacità lavorativa superiore  al  79  per  cento o minorazioni ascritte dalla prima alla terza  categoria  di  cui  alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni  di guerra, approvato con decreto  del  Presidente  della  Repubblica  23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;
    
b) 35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai  fini  previdenziali,  per  ogni  lavoratore  disabile, assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che  abbia  una riduzione della capacita' lavorativa compresa tra il 67 per  cento  e il 79 per cento o minorazioni ascritte  dalla  quarta  alla  sesta categoria di cui alle tabelle citate nella lettera a). (22)
 
INOLTRE L'incentivo di cui al comma 1 è concesso,  nella misura del 70% della retribuzione mensile  lorda  imponibile ai  fini  previdenziali,  per   ogni   lavoratore  con  disabilità intellettiva e psichica che comporti una  riduzione  della  capacità lavorativa superiore al 45 per cento, per un periodo di 60  mesi,  in caso di assunzione a tempo indeterminato  o  di  assunzione  a  tempo determinato di durata non inferiore a dodici  mesi  e  per  tutta  la durata del contratto.  
L'incentivo è esteso anche ai datori di lavoro privati e agli enti pubblici economici che, pur non essendo soggetti agli obblighi della Legge 12 marzo 1999 n. 68, procedono all'assunzione di lavoratori disabili.

COME RICHIEDERE L’INCENTIVO – I datori di lavoro che vogliano accedere al beneficio devono presentare domanda telematica all’INPS.

Fonte: DISABILI.COM

Agevolazioni Fiscali Disabili Guida

Valutazione attuale:  / 0

 

Per le Agevolazioni Fiscali per le persone disabili occorre andare sul sito delle "Agenzie delle Entrate". Sul riquadro "Cerca" digitare " Agevolazioni Fiscali per le persone disabili" si apre una intera pagina con tutte le informazioni necessarie ed aggiornate ad ottobre 2019.

La Redazione.

Incontro sulla Disabilità

Valutazione attuale:  / 0

Sottocategorie

Voglio Diventare Socio

Chi è online

Abbiamo 10 visitatori e nessun utente online