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Esperto Risponde

Permessi lavorativi legge 104 Sentenza

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Scatta la truffa per i permessi della legge 104 fruiti come giorni di ferie

di Michele Nico

Quotidiano Enti Locali & PA

Il lavoratore che usufruisce dei permessi retribuiti di cui all'articolo 33, comma 3, della legge104/1992, pur non essendo obbligato a prestare assistenza alla persona handicappata nelle ore in cui avrebbe dovuto svolgere attività lavorativa, non può, tuttavia, utilizzare quei giorni come se fossero giorni feriali, senza quindi prestare alcuna assistenza alla persona handicappata. Questo il principio affermato dalla Corte di cassazione, sezione II penale, con la sentenza n. 54712 del 23 dicembre 2016, che pur tuttavia conferma un'interpretazione di favore nei confronti del dipendente, là dove rileva che «da nessuna parte della legge si evince che, nei casi di permesso, l'attività di assistenza deve essere prestata proprio nelle ore in cui il lavoratore avrebbe dovuto svolgere la propria attività lavorativa».

Il ragionamento della Cassazione
Una siffatta interpretazione viene mitigata dal rilievo che i permessi «non possono e devono essere considerati come giorni di ferie (…), ma solo come un'agevolazione che il legislatore ha concesso a chi è si è fatto carico di un gravoso compito, di poter svolgere l'assistenza in modo meno pressante e, quindi, in modo da potersi ritagliarsi in quei giorni in cui non è obbligato a recarsi al lavoro, delle ore da poter dedicare esclusivamente alla propria persona». Tenuto conto di ciò la Corte di cassazione, richiamando alcuni precedenti giurisprudenziali in tal senso, conclude che è colpevole di truffa il lavoratore che, avendo chiesto e ottenuto di poter usufruire dei giorni di permesso retribuiti, li utilizzi per recarsi all'estero in viaggio di piacere, non prestando, quindi, alcun genere di assistenza. La sentenza è degna di rilievo, in quanto ha il pregio di mettere a fuoco il delicato punto di equilibrio nella lettura di un dettato normativo che trova diffusa applicazione nei rapporti di lavoro pubblico e privato, quale strumento di politica socio-assistenziale che riconosce e promuove la cura prestata alle persone con grave handicap da parte dei loro familiari. Un punto di equilibrio che, va pur detto, si è rivelato mutevole nel corso degli anni, specialmente dopo che l'articolo 24 della legge 183/2010 è intervenuto sul disposto in esame per eliminare i requisiti della «continuità ed esclusività» dell'assistenza per fruire dei permessi mensili retribuiti. La ratio della legge 104/1992 è però rimasta invariata, e con la recente sentenza della Corte costituzionale n. 213/2016 è stata definita quale «espressione dello Stato sociale che eroga una provvidenza in forma indiretta, tramite facilitazioni e incentivi ai congiunti che si fanno carico dell'assistenza di un parente disabile grave».

La condanna per truffa
Tornando alla pronuncia in commento la Sezione conferma, come si è detto, la condanna per truffa nei confronti di un dipendente che ha utilizzato i permessi retribuiti di cui alla legge 104/1992 non per assistere il familiare disabile, ma per recarsi in viaggio all'estero con la famiglia. La Corte respinge, quindi, la tesi difensiva a sostegno dell'insindacabilità da parte del datore di lavoro delle modalità con cui il lavoratore utilizza i permessi in questione e della loro assimilazione tout court ai giorni di ferie. I permessi hanno, invece, lo scopo di consentire al lavoratore di prestare la propria attività di assistenza con maggiore continuità, senza peraltro escludere la sua possibilità «di ritagliarsi un breve spazio di tempo per provvedere ai propri bisogni ed esigenze personali». La Sezione precisa anzi che «nei giorni di permesso, l'assistenza, sia pure continua, non necessariamente deve coincidere con l'orario lavorativo», dacché tale modo di interpretare la legge non sarebbe conforme neppure agli interessi dell'handicappato, nel caso in cui egli abbia bisogno di minore assistenza nelle ore in cui il dipendente presti la propria attività lavorativa.

Il precedente ribadito
Resta ferma l'esigenza, come ha statuito la Cassazione civile, sezione Lavoro, con la sentenza 13 settembre 2016 n. 17968, che «la fruizione del permesso da parte del dipendente deve porsi in nesso causale diretto con lo svolgimento di un'attività identificabile come prestazione di assistenza in favore del disabile per il quale il beneficio è riconosciuto, in quanto la tutela offerta dalla norma non ha funzione meramente compensativa e/o di ristoro delle energie impiegate dal dipendente per un'assistenza comunque prestata». In definitiva, il lavoratore che usufruisce dei permessi di cui alla legge 104/1992 può graduare l'assistenza al parente con handicap secondo orari e modalità flessibili che tengano conto sia delle esigenze del soggetto da assistere, sia delle proprie legittime esigenze di ristoro con la finalità, come si legge nella pronuncia in commento, «di poter svolgere un minimo di vita sociale, e cioè praticare quelle attività che non sono possibili quando l'intera giornata è dedicata prima al lavoro e, poi, all'assistenza».

 

Servizio Job al Passetto

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Anche quest'anno l'Aniep di Ancona mette a disposizione dei disabili motori una carrozzina Job, donata dal Lions, per l'entrata e l'uscita dal mare del Passetto di Ancona. La carrozzina Job sarà disponibile presso il balneare "Il Valentino", al quale dovrà essere richiesta per l’utilizzo. Addetti del balneare provvederanno alle necessarie operazioni, compatibilmente con le proprie esigenze e nel rispetto dello specifico Regolamento.

Parcheggio Disabili Sentenza Cassazione

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Parcheggia al posto dei disabili, automobilista condannato per violenza privata

La controversia sorta a Palermo è giunta in Cassazione: i giudici hanno stabilito che nel caso specifico non si tratta di semplice infrazione ma di reato penale


PALERMO - I disabili hanno provato in tutte le lingue a spiegarlo agli automobilisti: non si parcheggia nei posti riservati ai portatori di handicap. Finora c’è stato poco da fare ma adesso la musica (forse) cambia: una sentenza della Cassazione stabilisce che a determinate condizioni sostare nei luoghi riservati ai disabili è reato penale. Ad essere condannato, come riporta il Giornale di Sicilia, è stato un palermitano di 63 anni che aveva bloccato la vettura per diverse ore in un posto assegnato ad una donna con handicap. Condotta che a detta dei giudici evidenzia il reato di violenza privata.

La Suprema Corte non ha infatti ritenuto convincente la tesi difensiva per cui la macchina, benché intestata all’automobilista, era stata parcheggiata quel giorno (la vicenda risale al 2009) non da lui ma da suo figlio. Ciò che rende diverso questo caso rispetto ad altre infrazioni in cui viene comminata una semplice multa è l’esclusività del posto auto. La donna disabile ha dimostrato nei tre gradi di giudizio di aver ottenuto dall’amministrazione comunale uno spazietto stradale assegnato nominalmente: «a lei espressamente riservato per ragioni attinenti al suo stato di salute». Ergo, si legge nel provvedimento, «alla generica violazione della norma sulla circolazione stradale si aggiunge l’impedimento al singolo cittadino a cui è riservato lo stallo di parcheggiare lì dove solo a lui è consentito lasciare il mezzo».

Dal Corriere del Mezzogiorno del 13/04/2017

Nota della Redazione: “La sentenza della Cassazione ha riconosciuto che il fatto costituisce reato penale per violazione privata, creando un precedente che può essere richiamato per casi analoghi”.

Biblioteca Benincasa

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ACCESSO BIBLIOTECA BENINCASA

L’Aniep di Ancona informa che, dopo varie segnalazioni fatte alle sedi competenti, la biblioteca Benincasa è accessibile ai portatori di handicap motori dalla porta sita in piazza del Plebiscito.

L’ingresso rimane nel piazzale posto sotto l’edicola, munito di parcheggio H. Per accedere alla piazza ed al portone, è necessario essere inseriti nella White List (lista bianca) che permette di passare i varchi posti agli ingressi della piazza.

Per essere iscritti alla White List occorre una comunicazione al Comando della Polizia Municipale che riporti oltre ai dati personali la targa del veicolo con allegata copia del contrassegno europeo di invalidità.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al numero 071.2222200 del Comando di Polizia Municipale.

Si accede alla biblioteca suonando il campanello posto a lato del portone. All’interno con un ascensore si raggiungono i locali di consultazione.

ANIEP SEZIONE DI ANCONA

Altalena per disabili alla Cittadella

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INAUGURATA IERI ALLA CITTADELLA LA NUOVA ALTALENA PER DISABILI, FRUTTO DELLA SINERGIA TRA COMUNE E FAMIGLIE DEL GRUPPO “TUTTI AL PARCO UNITI PER UN’ALTALENA”.

13 marzo 2017

 

Grande festa e grandi emozioni ieri al Parco della Cittadella dove è stata inaugurata una altalena per disabili, frutto di una sinergia tra il Comune di Ancona e un gruppo di genitori, soprattutto mamme.

Questi ultimi avevano preso contatti con l’Ufficio verde pubblico, manifestando l’intenzione di acquistare un gioco per bambini disabili da installare in un parco pubblico.

Dopo alcuni incontri, necessari per valutare il tipo di gioco, le problematiche inerenti (parco più idoneo alla posa in opera, normative di sicurezza, etc.) e stabilire la collaborazione del Comune (consistente nella consulenza tecnica e nella installazione del gioco), il gruppo di genitori ha avviato una raccolta fondi per acquistare un’altalena per disabili da donare alla città di Ancona.

Grazie alla generosità di tanti, oltre 500 persone, il gruppo di genitori ha potuto comprare tale altalena che ha donato all’Amministrazione.

Come da accordi, la Direzione Manutenzione del Comune ha provveduto ad installare a proprie spese l’altalena al parco della Cittadella dove ieri, 12 marzo, è tata inaugurata con la partecipazione di famiglie e ragazzi, alla presenza della portavoce del gruppo Francesca Avaltroni e dell’assessore alle Manutenzioni e Partecipazione Democratica, Stefano Foresi che ha dato appuntamento per la realizzazione del progetto del Bilancio Partecipato “Un parco per amico” in programma prossimamente al parco di Posatora.

Fonte: Comunicato stampa sul sito del Comune di Ancona

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