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Malattie reumatiche

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Diagnosi precoce, appropriatezza terapeutica e follow up continuo per migliorare la qualità di vita del paziente e ridurre i costi socio-sanitari. Sono queste le nuove Linee Guida elaborate dalla SIR, Società Italiana di Reumatologia, per il trattamento delle più frequenti e più gravi malattie reumatiche di natura immuno-flogistica e a elevato rischio di cronicità e invalidità,  presentate in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Reumatologia in programma a Rimini, dal 23 al 26 novembre 2011.
“Le Linee Guida insistono sulla necessità di una diagnosi precoce, sulla tempestività e personalizzazione prescrittiva, sul controllo periodico e ravvicinato del paziente, sull’appropriatezza terapeutica e sul rapporto costo–efficacia delle risorse farmacologiche impiegate”, spiega il Presidente della SIR, Professor Giovanni Minisola, Direttore della Divisione di Reumatologia dell’Ospedale “San Camillo” di Roma. “Le nuove Linee Guida, dunque, vanno considerate quale investimento sociale in grado di abbattere gli elevati costi delle malattie croniche e invalidanti.”
Le malattie reumatiche, infatti, oltre ad essere la prima causa di dolore e disabilità in Europa, rappresentano un costo sociale ed economico rilevante.
In Italia ne soffrono oltre 5 milioni le persone e di queste circa 734.000 sono colpite da forme croniche come l’artrite reumatoide e le spondiloartriti. La spesa farmaceutica è di circa 1,5 miliardi di euro l’anno e di 3 miliardi in termini di perdita di produttività. Tra perdite di produttività, care giver e cure informali, si stima che il totale dei costi indiretti sia pari a circa i 2/3 dei costi totali, con solo 1/3 dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale, mentre il costo annuo medio per paziente è di 8.000 euro.
Aspetti tanto più rilevanti se si pensa che le malattie reumatiche, in particolare l’artrite reumatoide che da sola comporta 13 milioni di giornate di assenza dal lavoro all’anno, colpiscono soprattutto persone giovani, nel pieno della vita lavorativa e sociale, soprattutto le donne.
“Si tratta di numeri impressionanti, soprattutto se si considerano i tanti passi avanti fatti dalla ricerca scientifica, progressi che hanno consentito da un lato l’individuazione dei meccanismi con cui la malattia aggredisce i tessuti dell’organismo, sia a livello cellulare che molecolare, dall’altro la realizzazione di farmaci particolarmente efficaci”, continua Minisola. “Oggi possiamo intervenire non solo sui sintomi ma anche sui meccanismi immunitari e infiammatori della malattia al fine di bloccarne l’evoluzione. Tuttavia, per essere efficaci, è necessario ridurre i tempi di diagnosi. In questo senso, è fondamentale la collaborazione con i medici di medicina generale che devono essere sensibilizzati a riconoscere i sintomi e indirizzare il paziente allo specialista Reumatologo. L’unico in grado di intervenire adeguatamente su malattie complesse che non coinvolgono solo le articolazioni, ma anche gli organi interni”.
Oggi tra i primi sintomi e la diagnosi di artrite reumatoide trascorre mediamente un anno. Quando il sistema funziona in modo virtuoso e il medico di medicina generale riesce a individuare correttamente i sintomi, si riescono ad accorciare i tempi fino a meno di 6 mesi. In genere il percorso è a ostacoli e vede il paziente muoversi tra il medico di famiglia, pronto soccorso, ortopedici e fisiatri, con liste d’attesa della durata di mesi e che determinano un’inevitabile evoluzione della malattia.
Per quel che riguarda un’altra malattia altamente invalidante, la spondilite anchilosante, va segnalato che in Italia sono meno del 20% i pazienti ai quali viene posta la diagnosi esatta entro due anni dall’esordio dei sintomi. Infatti, la quasi totalità dei pazienti, al momento della diagnosi, è affetto dalla malattia da molto tempo: il 21% ha durata di malattia dai 2 ai 5 anni, il 32% da 5 a 10 anni, il 29% ha durata di malattia oltre i 10 anni.
L’identificazione precoce delle Malattie Reumatiche e il loro trattamento appropriato rappresentano un tema chiave del Congresso Nazionale 2011 della Società Italiana di Reumatologia, nel corso del quale verranno presentate importanti novità che riguardano gli aspetti genetici e immunologici della Sclerodermia, del Lupus e dell’Artrite Reumatoide e quelli riguardanti l’importanza della Vitamina D in molte condizioni reumatiche.

Fonte:  Stefania Lupi

 

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