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ALUNNI CON DSA

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  • Se la scuola non rispetta il Piano Didattico Personalizzato previsto per l’allievo con Disturbi Specifici di Apprendimento, egli ha diritto, in caso di bocciatura, a nuovo scrutinio

Con la Sentenza n. 1178 del 20/09/2012, il TAR della Liguria ha annullato la Delibera del Consiglio di Classe di una scuola che non aveva ammesso un alunno con diagnosi di Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) alla classe successiva. La scuola, come previsto dalla L. n. 170/10, aveva redatto un apposito Piano Didattico Personalizzato (PDP) per l’alunno, con l’indicazione delle misure compensative e dispensative da adottare. A fine anno, però, l’allievo non era stato promosso. La famiglia ha deciso quindi di impugnare tale valutazione e, in base all’esame della documentazione esaminata, il TAR ha ritenuto che i docenti non avessero rispettato il PDP predisposto per l’alunno. Ha perciò annullato la bocciatura e ordinato al Consiglio di Classe di ripetere la valutazione, applicando le misure compensative e dispensative previste.

Anche il TAR della Toscana, con la Sentenza Breve n. 1719 del 23/10/2012 ha annullato il giudizio di non ammissione alla classe successiva per un alunno con diagnosi di DSA, per il quale era stato predisposto un PDP che prevedeva misure compensative e dispensative. Dalla decisione del TAR risulta infatti che il Consiglio di Classe non abbia rispettato quanto previsto in esso. Il giudizio conclusivo, inoltre, mancava dell’individualizzazione e della personalizzazione prevista per gli allievi con DSA. Pertanto, è stato ordinato all’Amministrazione Scolastica di rinnovare lo scrutinio finale.

Tali sentenze pongono in primo piano l’importanza del PDP, da stilare con attenzione, in base alle peculiarità dell’allievo e da rispettare nei contenuti. In esse emerge che la formulazione del PDP costituisce un vero e proprio contratto formativo, in cui l’alunno e la sua famiglia assumono doveri e acquistano diritti nei confronti della scuola. Ciò non significa che la diagnosi di DSA o la formulazione del PDP sia sufficiente perché l’alunno venga promosso. Ogni studente, infatti, dovrà dimostrare di aver realizzato profitto e apprendimento, impegnandosi nello studio. Perciò, se il PDP verrà rispettato dalla scuola, ma non dall’alunno, che non si è impegnato secondo le sue capacità, egli dovrà ripetere l’anno scolastico. Una recente decisione del TAR, infatti, ha rigettato il ricorso contro la bocciatura di un alunno con DSA, proprio a causa del suo scarso e documentato impegno nello studio.

Il PDP è dunque un documento che individua il percorso scolastico adeguato alle specifiche modalità di apprendimento di un allievo. Esso impegna gli attori coinvolti ad attivare le misure necessarie perché tale apprendimento possa realizzarsi in maniera efficace. Dev’essere perciò seguito in maniera attenta da tutti i docenti e dallo stesso allievo, con la costante collaborazione delle famiglie.

APPROFONDIMENTI:
Modelli di Piani Didattici Personalizzati

IN DISABILI.COM:

Disturbi Specifici di Apprendimento

Legge 170/2010: Decreto attuativo e Linee guida

Speciale DSA


Tina Naccarato

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