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Emergenza Poliomelite

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INTERNAZIONALE (Rivista on_line) Martedì 6 maggio 2014 aggiornato alle 16.35

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SANITÀ

La poliomielite è un’emergenza sanitaria mondiale

 

 

Un’operatrice sanitaria raccoglie i dati dopo la distribuzione del vaccino contro la polio a Rawalpindi, Pakistan, l’8 aprile 2014. (B.K. Bangash, Ap/Lapresse)

Il 5 maggio l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che la diffusione della poliomielite è diventata un’emergenza sanitaria globale.

La poliomielite è una malattia altamente infettiva provocata da diversi ceppi virali e colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni. Il virus si trasmette attraverso alimenti e acqua contaminata, si moltiplica nell’intestino e da lì può invadere anche il sistema nervoso. Può causare febbre, diarrea, vomito e problemi respiratori, e nelle forme acute paralisi, spesso permanenti. Molte persone infette possono essere portatrici del virus pur non mostrando sintomi.

Non c’è una cura per la poliomielite: l’unico modo per prevenirla è il vaccino, e in molti paesi le campagne di vaccinazioni hanno ridotto di molto l’incidenza della malattia (in Italia il vaccino contro la polio è obbligatorio dal 1966).

Dal 1988 al 2013 i casi di polio sono diminuiti del 99 per cento, passando da 350mila casi stimati in 125 paesi a 406 casi riportati. Alla fine di marzo 2014 l’Oms aveva annunciato l’assenza di casi documentati nel sudest asiatico, estendendo così all’80 per cento la porzione di mondo in cui il virus era stato debellato.

Ma la polio è ancora presente a livelli preoccupanti in Pakistan, Siria e Camerun. Secondo la commissione di emergenza dell’Oms questi paesi devono approvare subito misure straordinarie: vaccinare (o rivaccinare) i bambini e tutti gli adulti in viaggio verso altri stati. Negli ultimi mesi, infatti, da lì la polio si è diffusa anche in Afghanistan, Iraq, Israele, Guinea Equatoriale, Etiopia, Somalia e Nigeria.

Alcuni dati forniti dall’Oms (aggiornati al 30 aprile 2014):

  • Pakistan:
  • Siria:
  • Afghanistan:
  • Nigeria:
  • Etiopia:
  • Guinea Equatoriale:
  • Iraq:

“Se la situazione non viene riportata sotto controllo, il rischio è che la lotta mondiale contro questa grave malattia, scongiurabile con un semplice vaccino, fallisca”, si legge nel comunicato dell’organizzazione.

L’intervento dell’Oms riflette in parte la difficoltà di contrastare il virus nelle zone di conflitto, dove le campagne per la vaccinazione sono state gravemente compromesse,scrive il New York Times. In Siria, dove la polio è riapparsa nell’ottobre del 2013 per la prima volta dopo 14 anni di assenza, gli operatori sanitari non hanno potuto raggiungere le aree isolate a causa della guerra. Mentre in alcune regioni della Nigeria e del Pakistan chi somministrava i vaccini è stato aggredito o ucciso.

La Polio global eradication iniziative mette a disposizione un database aggiornato con i casi riportati per paese e arco di tempo. Il progetto nasce nel 1988 dalla collaborazione tra governi e organizzazioni pubbliche e private ed è supervisionato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

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