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Disabile vince la causa per barriere

16 novembre 2017

S. Paolo di Jesi – Lucia Giatti vince la causa contro il Comune

 

Discriminata, in quanto disabile, per l’impossibilità di accedere agli uffici comunali per la presenza di barriere architettoniche

San Paolo di Jesi – La Corte di Appello di Ancona, con sentenza n. 1710 del 14 novembre scorso, ha condannato il Comune di San Paolo di Jesi al pagamento di 15.000,00 euro a titolo di risarcimento danni per aver discriminato Lucia Giatti, cittadina disabile nonché ex consigliere comunale.

Lucia Giatti, disabile motoria costretta a muoversi sulla sedia a ruote, non poteva accedere alla sala consiliare e agli uffici comunali a causa della presenza di barriere architettoniche e, pertanto, nel 2013 ha deciso di intraprendere – con il sostegno dell’ Associazione Luca Coscioni e con l’assistenza legale dell’avv. Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’associazione, e dell’avv. Francesco Boschi – un’azione legale contro il comune di San Paolo di Jesi,  appellandosi alla legge 67 del 2006 (“Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”).

A sinistra, l’atrio del Comune com’era prima. A destra, come si  presenta oggi con l’aggiunta di un ascensore «Anche se sono passati 4 anni alla fine la giustizia ha fatto il suo corso e ha riconosciuto la discriminazione subita da Lucia Giatti da parte del comune di San Paolo di Jesi – ha dichiarato Renato Biondini, segretario della Cellula Coscioni di Ancona – Oltre al risarcimento dei danni si deve considerare che nel 2014 il Comune di San Paolo di Jesi, grazie alle iniziative intraprese dalla Cellula Coscioni di Ancona e all’azione giudiziaria della signora Giatti, ha finalmente reso accessibili ai disabili motori gli uffici  comunali grazie all’installazione di un ascensore».

Per l’avvocato Alessandro Gerardi: «È un successo conseguito in primis grazie al coraggio e alla determinazione di Lucia Giatti, il cui comportamento deve essere da esempio per tutte quelle persone con disabilità che ogni giorno in tutta Italia vengono discriminate a causa di una serie di barriere non solo architettoniche e sensoriali ma soprattutto culturali che impediscono loro  di svolgere  una vita libera e indipendente».

I Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) sono previsti dal 1992: la maggior parte dei Comuni non si è adeguata alla normativa e risultano inaccessibili ai disabili, sia  motori che sensoriali.

 Redazionale

 

Fonte: CORRIERE DEL CONERO del 18/11/2017