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Fibromialgia - Malattia non riconosciuta

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Osimo, ha una malattia non riconosciuta
e deve curarsi da solo a costi altissimi

OSIMO - "Siamo malati ma nessuno ci vede, vogliamo che le istituzioni e la politica si facciano carico di noi e affronti un problema reale". Andrea Santilli, 36 anni, operaio osimano, è stanco di essere ignorato e ha iniziato la sua crociata per essere difeso dallo Stato in quanto malato cronico. Si scrive Fibromialgia, si intende "una vita cambiata per sempre" spiega Andrea. Una vita di convivenza col dolore, una lotta per sopravvivere, per essere riconosciuto, per imparare i propri limiti. Non chiamatela malattia rara, in tanti probabilmente ne sono affetti ma non lo sanno, soprattutto in Italia, confondendola con depressione, celiachia o problemi tiroidei. Il Belpaese è uno dei pochissimi in Occidente a non riconoscere pubblicamente l'esistenza della patologia e dunque a non tutelare chi ne è affetto. Si stima che oltre due milioni di italiani ne soffrano. E' in sostanza una sindrome caratterizzata da dolore muscolo scheletrico cronico diffuso e perdita di sonno: una carenza di vitamina D e di serotonina che inevitabilmente influisce anche sull'umore e per questo finora la medicina tradizionale l'ha ritenuta malattia psicosomatica, seguita invano da psichiatri. Ma negli ultimi anni ad occuparsene è stata la reumatologia e, solo ora finalmente, la neurologia. Alla Fibromialgia sono infatti legate anche l'Encefalomielite mialgica benigna, una patologia invalidante di origine infiammatoria che coinvolge cervello e midollo spinale, e pure la Sensibilità chimica multipla, ovvero una patologia progressiva che provoca allergie alimentari, chimiche e ambientali con danni gravi su vari organi. Andrea, già invalido civile per problemi di statura e vista, ha scoperto di essere un malato di Fibromialgia la vigilia di Natale dell'anno scorso. "Ho dolori diffusi, sensazione perenne di stanchezza, perdita di memoria, ho difficoltà a lavoro ma nessuno mi capisce, sono pochi -rivela Andrea- i dottori che legano questi sintomi alla Fibromialgia, in tanti ci sottovalutano, serve formazione e attenzione da parte della Regione per riconoscere questa malattia e aiutarci seriamente". Il suo appello è lanciato assieme a Antonella Moretto, 42 anni, anconetana, barista. Lei è la referente marchigiana dell'Anfisc, l'associazione che cerca di tutelare i diritti dei malati di Fibromialgia e che ha sede in Veneto: "Vorremmo aprire una sede anche nelle Marche per aiutare chi soffre di questa malattia", annuncia Andrea. La loro lotta è far riconoscere ufficialmente la malattia dal Ministero della Salute e ottenere il giusto sostegno ai malati. "Spesso dobbiamo curarci con degli integratori alimentari, con l'agopuntura, con la fisioterapia ma non siamo esentati e i costi solo altissimi", ha rivelato Antonella, che si è rivolta anche a Gianluca Busilacchi, presidente della commissione Sanità in Regione. "Speriamo che dopo il voto il prossimo consiglio regionale si occupi di noi e approvi la proposta di legge già depositata dal consigliere Graziella Ciriaci, altrimenti -dice Antonella- avvieremo la raccolta firme come fatto in Veneto, unica Regione assieme alla Lombardia e alle Province autonome di Trento e Bolzano ad aver deliberato una legge per la tutela dei malati come noi".

 

Corriere Adriatico Venerdì 29 Maggio 2015 

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