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Disabili e Lavoro

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DISABILI E LAVORO

Ci sono importanti novità che riguardano il rapporto tra i disabili e il lavoro nel “Jobs Act”, la riforma promossa e attuata dal governo di Matteo Renzi.

Facendo, infatti, riferimento al decreto legislativo inerente alle “disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”, il governo ha deciso di attuare nuove misure che hanno come obiettivo la facilitazione dell’inserimento delle persone con disabilità nel mercato del lavoro.

Ecco, in sintesi, le novità:

              •        Fermo restando l’obbligo per le aziende di assumere lavoratori disabili nel caso in cui abbia tra i 15 e i 35 dipendenti, la differenza rispetto al passato sta nel fatto che il datore di lavoro adesso deve necessariamente avere alle proprie dipendenze lavoratori disabili, secondo le quote di categorie vigenti, e non soltanto quando deve procedere a nuove assunzioni. Lo stesso discorso vale per partiti, sindacati e associazioni senza scopo di lucro.

          •       Nel “conteggio” della quota dei disabili presente in un’azienda ci sarà anche chi, pur non essendo stato assunto mediante il collocamento obbligatorio, abbia avuto, nel corso del tempo, una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60%, se fisica, o al 45%, se psichica. In pratica, nella malaugurata ipotesi che un lavoratore, assunto in condizioni “normali”, diventi disabile.

            •        I datori di lavoro privati potranno assumere lavoratori con disabilità attraverso la  chiamata nominativa, cioè è l’azienda che individua autonomamente la persona da inserire ma utilizzando sempre le apposite liste. Le imprese, quindi, non potranno assumere in maniera diretta.

           •        Resta la sanzione di 62,77 euro al giorno per le aziende che non rispettano l’obbligo delle assunzioni dei disabili. Al contempo, però, si aggiunge la corresponsione diretta e immediata dell’incentivo al datore di lavoro da parte dell’INPS con un conguaglio nelle denunce contributive mensili. Inoltre, sono previsti maggiori incentivi per l’assunzione dei disabili con una durata più lunga (fino a 5 anni) in caso di assunzione di persone con disabilità intellettiva e psichica.

Misure, quindi, che rappresentano senza dubbio un buon punto d’inizio per dare dignità lavorativa ai disabili italiani.

FONTE

Gian Piero Robbi

La Voce del trentino 5 ottobre 2015

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